Motocross

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Qualche giorno fa sono andato a scattare delle foto presso il circuito M.C. Il Tridente situato a Nettuno zona grugnole. Il Tracciato è molto bello e quella mattina c’era un buon numero di crossisti e dopo essermi fatto spiegare come era composto il tracciato ho iniziato a scattare. Cominciamo con il dire che le condizioni non erano molto favorevoli fotograficamente parlando (cosa normalissima) la luce era molto forte e non c’era neanche una nuvola in cielo, quindi, contrasti elevatissimi e uso del flash ridotto al minimo.

Per congelare bene l’azione decido di scattare con tempi da 1/1000 in su, autofocus continuo anche se in certe situazioni preferisco usare il fuoco manuale specialmente quando devo comporre l’immagine. Mi colpisce subito una parte della pista dove ancora c’è una zona d’ombra, si scende e poi le moto risalgono c’è molta polvere il che è un bene per la foto ma per la fotocamera non tanto. Consiglio di utilizzare corpi macchina e ottiche tropicalizzate (resistenti a polvere, acqua, freddo) per questo tipo di fotografia.

 

Saper inclinare l’inquadratura è fondamentale per enfatizzare l’azione, per dare maggiore senso di velocità. Cercate di non farlo spesso in presenza di sfondi con tante linee (alberi spogli, pali della luce, ecc…) le foto potrebbero risultare troppo artefatte o poco gradite all’occhio umano.

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per evitare che ci siano troppe linee oblique, come in questa foto (alberi, pali dell’elettricità) spostatevi il più possibile, in sicurezza, per trovare la composizione giusta o cercate di tagliarli fuori dall’inquadratura.

 

Mi sposto molto sul tracciato e trovo una bella curva veloce, i piloti poggiano il piede a terra, avrei voluto scattare con il grandangolo ma tengo su il 70-200, non mi sono voluto spingere troppo vicino. Mi sdraio a terra e cerco il fuoco giusto. le moto passano vicinissime ma sono in zona sicura, la forza centrifuga li spinge fuori. Ogni sport ha i suoi gesti, molto più che il salto, nel motocross la curva è il suo segno di riconoscimento, la mano destra che apre il gas, il piede interno a terra. Facendo attenzione a questi particolari le foto ne guadagnano in forza espressiva.

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Giornata divertente con spunti interessanti, l’aspetto tecnico è importante ma ciò che conta è quel singolo movimento del pilota che rende l’immagine viva, espressiva e unica.

Come in qualsiasi altro genere fotografico per dare un significato a quello che si fa bisogna focalizzarsi sull’essenza del momento. Una ricerca trascendentale dell’immateriale.

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Natura, fango e Dirty (bike) photography!

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Dom 13/12/2015

Partenza alle 7:00 direzione Viterbo, si va alla faggeta di Soriano nel Cimino. Il viaggio è breve e il Dirty wagon (il furgone) è come un vaso di pandora farcito di cazzate, ci divertiamo, il tempo vola. Arrivati a Soriano facciamo salire Luca, colui che guiderà il forgone su e giù per la faggeta permettendoci di fare più discese.

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Arrivati in cima, iniziamo i preparativi. La strada ghiacciata in alcuni punti ci aveva tratto in inganno, la temperatura non è bassissima, si sta bene. Scaricate le bicicletta ci si incammina verso la prima discesa, quella meno impegnativa, giusto per scaldarsi. Rimango indietro li lascio scendere e dopo aver scattato qualche foto all’incredibile bosco torno al parcheggio ed entro nella pista da Downhill.

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Pista DH, il terreno mi sembra buono e asciutto, noto subito un piccolo salto in ingresso, posiziono il flash e aspetto che arrivino. Decido di usare il 70-200, ultimamente ho notato che faccio uso eccessivo del grandangolo, lo trovo molto più comodo e il fuoco è sempre al posto giusto ma stavolta dico di no. Voglio schiacciare i piani, dare forza all’imagine, rendere giustizia al biker e non al paesaggio.

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Scatto…non sono loro è un ragazzo che scende con una bici da xc, dopo un po’ torna su. La pista purtroppo non è come avevo immaginato è completamente infangata, tira due/tre madonne e va via. Eccoli! I trigger non mi aiutano a sincronizzare su tempi veloci e allora opto, mio malgrado, per 1/250 le immagini non sono congelate ma lasciano una piccola scia di movimento che, diciamo, enfatizza l’azione!

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Si scende a piedi e man mano che vado avanti abbasso lo sguardo e noto che le mie scarpe sono diventate ciclopiche, sono una raccolta di fango! La discesa cambia completamente, si scivola, riesco a malapena a stare in piedi e la cosa peggiore è che in quel tratto non c’è niente di bello per comporre le foto. Continuo a camminare, trovo uno spot carino. La luce è buona.

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Manca poco, decidiamo di fermarci per fare qualche scatto, la parte finale è molto più bella dell’inizio, ci sono trail, drop, molte curve e non mancano pezzi tecnici.

 

A fine discesa sono tutti inzaccherati come se fosse passato Slimer degli acchiappa fantasmi.

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Ritorniamo su, stavolta mi fermo, li seguo fino all’inizio della discesa poi ritorno indietro. Mi godo il paesaggio, il silenzio.

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Fashion dirty

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Gangsta Dirty

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Monte Cavo, Rocca di Papa. Joker goes Dirty! Pt.1

Piccolo reportage fotografico con due rider Del Dirty Bike a Monte Cavo una bella montagnola dove tutti i MTBiker da Roma in giù si recano per qualche discesa (in media 7 minuti) o pedalata.

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Welcome to Monte Cavelas

 

Partito da Nettuno alle 9:30 dopo quaranta minuti arrivo a destinazione, giornata fredda e nebbiosa, alle 10:30 il termometro segna tre gradi, cade una leggera pioggia e più salgo più non vedo niente, mi fermo in un piazzale a poco più di metà montagna, preparo l’attrezzatura e cominciò a salire.

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Arrivo in posizione, tiro fuori l flash e i trigger pensando che non avrebbero resistito a lungo sotto quella pioggia fina, ma vabbe, proseguo con i preparativi, cerco il punto adatto dove posizionare il flash e aspetto che qualcuno passi per fare qualche scatto di prova. La pioggia è leggera ma incessante cade sulla fotocamera e sul 70-200, è la mia prima esperienza “sul bagnato” e per quanto si possa avere l’attrezzatura adatta si ha sempre qualche dubbio sulla tenuta, specialmente su quella del trigger e del flash, come si dice…cineserie.

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Buona prova dei trigger Yongnuo RF-603N. Resistono alla pioggia leggera e il segnale è sempre ottimo. Per quel che si paga (30€ la coppia) sono perfetti.

 

Dopo alcuni scatti di prova a dei rider, sento delle urla in lontananza, riconosco la voce di mio fratello e di Emiliano (AKA Joker) mi preparo a scattare e appena escono dalla curva premo il pulsante della reflex. Sono quasi vicini, mio fratello (Patrizio) ride, si sta divertendo, Joker dietro di lui cerca di carpire il più possibile dallo stile di guida di chi lo precede, è lì per imparare qualcosa.

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Ci si confronta e si risale in sella. Ricevuti dei consigli, adesso sono da mettere in pratica.

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Scordatevi le mura di sassi e i drop, il momento più importante è la curva, una curva fatta bene vi dà più fluidità vi porta a guardare oltre ed a non dover spezzare la concentrazione accumulata sul “rettilineo”. Sguardo sempre oltre, corpo basso ed interno. Lasciate i freni…

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Fine Pt.1

 

Ride is the law

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Piccola serie di fotografia sportiva che vede come fulcro il gesto atletico, la dedizione e i forti contrasti. B&W perché essendoci tanto sole ho pensato che per usare a mio favore i forti contrasti sarebbe stato meglio scattare in bianco e nero, ho usato la misurazione spot esponendo sulle zone con luce, poi, ritoccando un pochino il contrasto in PP ho enfatizzato ancora di più la durezza della luce. scattare in queste condizioni è una sfida, devi trovare il giusto equilibrio per non rischiare di dover passare ore su i programmi di editing, la soddisfazione che deriva dal trovare il giusto bilanciamento è immensa, sei padrone del mezzo (speriamo). Durante le mie uscite, mi piace scattare, avendo in mente una storia, diciamo quasi un reportage, ne giovano molto anche le fotografie sportive, spero vi piacciano.

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La preparazione psicologica è alta, l’errore è dietro l’angolo, si rischia di dover fare i conti con la terra, la polvere, il sudore.

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Ci si rialza e si continua, lo sguardo fisso sul compagno di allenamento, la sfida intrinseca tra i due che non si mostra apertamente.

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la forza di gravita è stata sconfitta, per adesso.

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bisogna sempre riprovare, mai arrendersi, dopo la caduta, il trionfo

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Dopo il trionfo, l’ascesa al divino.

Oggetti invadenti che rovinano foto paesaggistiche

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Ieri sono uscito con la fotocamera e provando a scattare mi sono accorto che le foto paesaggistiche mi stanno tremendamente sulle palle (e purtroppo a volte non resisto a non scattarle) e quindi prendendo in giro proprio il suddetto genere fotografico ho provato ad inserire degli oggetti che, essendo completamente estranei al panorama, ma non al contesto, non solo compaiono improvvisamente, ma, diventano più importanti del paesaggio stesso.

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